In breve: le sigle delle scarpe antinfortunistiche (norma EN ISO 20345) indicano da cosa ti proteggono: tutte hanno il puntale da 200 J; la S1 aggiunge antistaticità e assorbimento del tallone (ambienti asciutti), la S1P la lamina antiperforazione (officine, magazzini), la S3 anche tomaia idrorepellente e suola scolpita (cantiere ed esterni). Scegli prima la classe in base al rischio, poi materiali e comfort.
Entri in un negozio o apri una collezione online e trovi centinaia di modelli: basse, alte, «estive», sportive, con sigle tipo S1P SRC o S3 WR. Se la scelta la fai sul colore, rischi due volte: di comprare una scarpa che non protegge dai rischi reali del tuo lavoro, o di pagare protezioni che non ti servono e pesano sui piedi otto ore al giorno.
In questa guida mettiamo ordine: cosa significano le classi S1, S1P, S2 e S3, quale scegliere per ogni tipo di lavoro (o di fai da te impegnativo) e cosa guardare su puntale, lamina e suola. Trovi tutti i modelli — basse, alte, invernali ed estive — nella collezione scarpe antinfortunistiche.
Cosa dice la norma: EN ISO 20345 in parole semplici
Tutte le scarpe di sicurezza vendute in Europa rispondono alla norma EN ISO 20345. Il requisito di base, comune a ogni classe, è il puntale di protezione resistente a un impatto di 200 joule e a una compressione di 15 kN: in pratica, un oggetto pesante che cade o un carrello che passa sul piede. A partire da questa base, ogni sigla aggiunge protezioni:
- SB — il requisito base: solo puntale. Ormai rara nell'uso professionale.
- S1 — SB + proprietà antistatiche, assorbimento di energia nel tallone, zona del tallone chiusa e resistenza agli idrocarburi della suola.
- S1P — S1 + lamina antiperforazione nella suola (chiodi, viti, trucioli a terra).
- S2 — S1 + tomaia resistente alla penetrazione e all'assorbimento d'acqua (ambienti umidi, lavaggi frequenti).
- S3 — S2 + lamina antiperforazione + suola scolpita con tasselli: la scarpa «completa» da cantiere ed esterni.
- S4 / S5 — gli equivalenti di S1 e S3 in versione stivale polimerico impermeabile (agricoltura, alimentare, edilizia con fango e acqua).
Sulle etichette trovi anche marcature aggiuntive: SR/SRC per la resistenza allo scivolamento, WR (calzatura impermeabile), CI/HI (isolamento dal freddo/caldo), ESD (dissipazione elettrostatica per elettronica), HRO (suola resistente al calore da contatto). L'aggiornamento della norma (EN ISO 20345:2022) ha introdotto anche le classi S6 e S7 — in sostanza S2 e S3 con impermeabilità WR integrata — che troverai sempre più spesso sui modelli nuovi.
La tabella: quale classe per quale lavoro
| Classe | Protezioni chiave | Ideale per |
|---|---|---|
| S1 | Puntale 200 J, antistatica, tallone ammortizzato | Ambienti interni asciutti: logistica leggera, assemblaggio, artigianato |
| S1P | S1 + lamina antiperforazione | Officine, magazzini, impiantisti, falegnamerie: dove a terra ci sono chiodi e trucioli |
| S2 | S1 + tomaia idrorepellente | Alimentare, cucine, sanità, lavaggi frequenti |
| S3 | S2 + lamina + suola scolpita | Cantiere edile, esterni, agricoltura, fai da te pesante |
| S5 | Stivale impermeabile + lamina + suola scolpita | Fango, acqua, getti in calcestruzzo, allevamenti |
Se lavori come dipendente, ricorda che la classe minima la stabilisce il documento di valutazione dei rischi dell'azienda (le calzature di sicurezza sono DPI a tutti gli effetti): la scarpa che compri deve rispettare almeno quella. Per il fai da te vale il buon senso: per montare mobili basta una S1, per demolire un bagno o lavorare in giardino con attrezzi pesanti ragiona da cantiere e vai di S3. Se stai per piastrellare un bagno o installare un'elettropompa in giardino, i piedi ringraziano.
Puntale, lamina, suola: i materiali contano
Puntale: acciaio, alluminio o composito?
La protezione è identica (200 J per tutti), cambia il contorno:
- Acciaio: economico e sottile, ma pesante e conduce freddo e caldo;
- Alluminio: più leggero dell'acciaio, un po' più ingombrante;
- Composito/fibra di vetro: il più leggero, atermico e metal free (comodo se passi da metal detector, es. aeroporti e siti sensibili). Costa qualcosa in più.
Lamina antiperforazione: acciaio o tessile?
La lamina in acciaio resiste bene ma irrigidisce la suola e copre un po' meno superficie; quella tessile antiperforazione (fibre ad alta tenacità) copre l'intera pianta, è flessibile e leggera. Sulle scarpe moderne di fascia media e alta il tessile è ormai lo standard.
Suola e grip
Poliuretano bidensità per leggerezza e comfort quotidiano, gomma nitrilica dove servono resistenza al calore e grip superiore. Controlla la marcatura antiscivolo e, se lavori su superfici bagnate o ceramiche, non scendere a compromessi sul disegno della suola.
Comfort: la protezione che usi davvero
Una scarpa protettiva ma scomoda finisce nell'armadio, ed è lì che avvengono gli infortuni. Tre regole pratiche:
- Prova la taglia nel pomeriggio (il piede si gonfia durante il giorno) e con le calze da lavoro: il puntale non si adatta come una scarpa normale, davanti alle dita serve quasi un centimetro libero.
- Peso e traspirazione: per l'estate o gli ambienti caldi esistono modelli S1P «estivi» con tomaia in mesh e puntale composito che pesano quanto una scarpa da running; per l'inverno e l'esterno meglio S3 alte, idrorepellenti e foderate.
- Plantare e calzata: se passi in piedi otto ore, un plantare anatomico sostituibile e una calzata ampia sul metatarso fanno più differenza del brand.
QUANDO SOSTITUIRLE: le antinfortunistiche non sono eterne. Vanno sostituite se il puntale ha subito un impatto importante (anche senza danni visibili la protezione può essere compromessa), se la suola è consumata al punto da perdere il disegno, se tomaia o cuciture sono lacerate. Con uso quotidiano intenso, la vita media reale è di 6-12 mesi.
Gli errori più comuni quando si comprano (e come evitarli)
- Comprare la taglia abituale a scatola chiusa. Con puntale e lamina, la calzata cambia da marchio a marchio: se ordini online, verifica la tabella misure del produttore e le note sulla calzata (molti modelli vestono mezzo numero in meno).
- Scegliere la classe più alta «per stare tranquilli». Una S3 invernale indossata in un magazzino riscaldato significa piedi bollenti e stanchezza a fine turno: la protezione giusta è quella proporzionata al rischio, non la massima.
- Ignorare il peso. Tra una scarpa da 450 g e una da 700 g ci sono, su una giornata di lavoro, tonnellate di peso sollevato in più dalle gambe. Se cammini molto, il peso è un criterio di sicurezza, non di pigrizia.
- Guardare solo il prezzo. Le antinfortunistiche economiche rispettano la norma al momento della vendita, ma suole e cuciture invecchiano prima: se le usi tutti i giorni, il costo per mese di vita reale spesso premia la fascia media.
- Non abbinare le calze giuste. Calze tecniche da lavoro (rinforzi, fibre traspiranti) migliorano comfort e igiene quanto un buon plantare: è il complemento più sottovalutato.
FAQ: domande frequenti sulle scarpe antinfortunistiche
Che differenza c'è tra S1 e S1P?
Solo la lamina antiperforazione nella suola: la S1P protegge anche da chiodi e oggetti acuminati a terra. A parità di modello pesa e costa poco di più: se c'è il dubbio, scegli S1P.
Quando servono le S3 invece delle S1P?
Quando lavori all'aperto o su superfici bagnate e fangose: la S3 aggiunge tomaia idrorepellente e suola scolpita con tasselli. In cantiere edile la S3 è di fatto lo standard richiesto.
Esistono scarpe antinfortunistiche estive leggere?
Sì: modelli S1 e S1P con tomaia in mesh traspirante, puntale in composito e lamina tessile scendono sotto i 500 grammi a scarpa. Per l'esterno estivo esistono anche S3 leggere con membrane traspiranti.
Cosa significa la marcatura SRC (o SR)?
Indica la resistenza allo scivolamento testata su superfici diverse: SRC era il livello massimo della vecchia norma (test su ceramica e acciaio), la revisione 2022 l'ha sostituita con il requisito SR. In pratica: più alta la marcatura, migliore il grip sul bagnato.
Le scarpe antinfortunistiche sono obbligatorie per il fai da te?
A casa tua nessuno te le impone, ma i rischi di un lavoro pesante sono gli stessi del cantiere: un martello che cade o una vite calpestata non distinguono il professionista dall'hobbista. Per demolizioni, giardinaggio pesante e traslochi, una S1P o S3 è una spesa piccola e definitiva.
In conclusione
Per scegliere le scarpe antinfortunistiche giuste il percorso è: prima la classe (S1 per interni asciutti, S1P per officina e magazzino, S3 per cantiere ed esterni), poi i materiali (puntale composito e lamina tessile se cerchi leggerezza), infine il comfort, che decide se le indosserai davvero. Nella collezione scarpe antinfortunistiche trovi centinaia di modelli filtrabili per classe e stagione, con spedizione rapida e pagamento anche a rate.
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